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STUDIO HOT IN PUBLIC
di Emanuele Resmini
Lo Studio Hot in Public ha come scopo la diffusione della cultura in modo critico e pluralistico, prendendo come riferimento ideale il rispetto e la difesa dei diritti umani, con particolare attenzione alla libertà di parola e di espressione, nel tentativo di favorire la crescita delle più disparate attività artistico intellettuali. Tali obiettivi vengono perseguiti, senza trascurare una buona dose di ironia, mediante l’ideazione e la realizzazione di eventi culturali, la gestione di laboratori creativi in cui la componente artistica si lega a quella educativa e la realizzazione di opere, spesso concepite ad hoc, attraverso l’utilizzo di svariate tecniche.

Sopra: E. Resmini “Specchio a dondolo” 2007 -Le case dell’arte e gli interni d’artista-. AccademiaContemporanea, Via San Calocero 27 Milano, dal 14 al 30 Aprile 2010. VAI ALL’ARTICOLO
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Per piacere, per piacersi. Autobiografia “ragionata” di Emanuele Resmini
Sono nato a Milano il 27 Giugno del 1980. Mi sono diplomato nel 2000 presso il Liceo Artistico Statale I di Milano per poi iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Brera e concludere il percorso universitario il 27.03.10 (è stato un lungo cammino introspettivo).
Il primo approccio all’arte avviene grazie alla pittura, attraverso l’utilizzo della tecnica degli spray, nel 1997. Dal 2002 sono attivo nella produzione artistica di opere murali e dipinti su tela, iniziando a sviluppare parallelamente competenze nel campo della tecnica fotografica e nella progettazione e realizzazione di eventi in ambito artistico, culturale ed educativo. Aderisco al progetto dell’associazione “Teatro balordo”, curando fotografia e scenografia delle rappresentazioni teatrali fino al 2005 anno in cui fondo, assieme ad altre nove persone, l’associazione culturale “Hot in public”. Con quest’ultima realizzo uno spettacolo messo in scena presso il Teatro Eduardo di Opera (Mi) dal titolo “Il Più grande cuoco di Francia”. Caratteristica della rappresentazione, liberamente tratta da un racconto di S.Benni, è l’interazione di vari linguaggi artistici quali pittura, recitazione e musica.
Contemporaneamente inizio ad organizzare e gestire laboratori di spray-art in cui, come in altri ambiti del mio lavoro, la componente artistica si unisce a quella educativa e sociale. Quello che inizialmente è soltanto un modo di fare delle propria passione un lavoro, col tempo acquista un portato teorico e culturale ed incomincio ad intendere il laboratorio di spray-art come un momento in cui utilizzare il potenziale di ribellione, protesta e provocazione dei graffiti al fine di una maturazione intellettuale dell’utenza che comporti una riflessione sulla necessità di intervento ragionato sull’ambiente. Non a caso il target di riferimento è principalmente quello adolescenziale al quale vengono spesso associati i termini sopraccitati. Maturo la consapevolezza che sia indispensabile la conoscenza degli strumenti educativi per svolgere un laboratorio creativo. Questo permette innanzitutto di stabilire un rapporto di fiducia e di supporto dei partecipanti e la capacità di comprendere o quanto meno avvertire eventuali situazioni di disagio e necessità. Il progetto laboratoriale si sviluppa e vengo chiamato a partecipare, in qualità di relatore, a due workshop: “Pa.is. Partecipa il sociale” e “Festa della partecipazione”, rispettivamente presso i Comuni di Parma e Pescara.
La sessione estiva del laboratorio di spray-art svolto presso il Comune di Pieve Emanuele (Mi) durante il 2006 si conclude con un evento di tre giorni, patrocinato dalla Provincia di Milano, chiamato “Spazi Periferici: hip-hop.linguaggi creativi”. Mi vengono affidati i ruoli di organizzatore e direttore artistico.
Punti cardine della manifestazione sono stati la valorizzazione del territorio (e quindi anche delle persone che lo abitano) e la sperimentazione del dialogo tra vari linguaggi espressivi come ad esempio writing, teatro, musica e performance (nello specifico due performance video-pittoriche da me realizzate). Uno degli intenti, solo parzialmente raggiunto, è quello di promuovere un progressivo avvicinamento da parte dei partecipanti, tra il mondo dei graffiti e quello dell’arte contemporanea, facendo leva sul movimento hip-hop particolarmente diffuso all’interno della cultura giovanile.
A seguito di questo evento partecipo a “Verba manent”, un happening artistico lungo le vie dei navigli milanesi.
Nel Dicembre dello stesso anno allestisco la sede dell’associazione “hot in public” con le opere realizzate nell’ultimo periodo.
L’esposizione, dal titolo “Graffiti?” (dal chiaro senso ironico e provocatorio nei confronti della così detta street-art che si è insinuata sempre maggiormente nei meandri della cultura milanese) se pur di modestissimo impatto, ha come esito il vedermi commissionare dall’Associazione “Suonisonori” un dipinto murale ed un laboratorio di spray-art all’interno del Carcere Minorile “C. Beccaria” di Milano e mi porta alla scelta di fondare lo Studio creativo “Hot in public”, nato dalle ceneri dell’Associazione omonima. Prerogativa dello Studio è quella di utilizzare l’arte come strumento utile alla formazione di spirito critico, d’osservazione attiva del circostante e di intervento sociale.
Iniziato nel 2006 e conclusosi a Giugno 2007 è il laboratorio di spray-art tenuto presso il Comune di Lacchiarella (Mi) terminato con la realizzazione di un’opera sulla facciata esterna dell’Asilo Comunale. Tra il 2007 ed il 2010 gestisco svariati laboratori ed eventi legati alla spray-art presso il C.A.G. del Comune di Cesate (Mi) e partecipo al “Progetto in rete: Così è la vita” realizzato all’interno del Carcere Minorile “C. Beccaria” (2008/2009) . Dal 2008 parte il periodo dei “Ferri di cavallo”, disegni e dipinti semplici ed ironicamente provocatori. In Aprile espongo alla collettiva “Made to measure” curata da Luciano Inga-pin presso Villa Pomini a Castellanza (Va) e ad Agosto dello stesso anno aderisco al progetto “Simple” del C.A.P.A.C. Politecnico del Commercio di Milano realizzando un ulteriore laboratorio di spray-art all’interno del Carcere Minorile milanese dove, a Settembre, mi verrà nuovamente commissionato un dipinto murale dall’associazione “Suonisonori”. In collaborazione con quest’ultima, nel 2009 organizzo l’evento “Circostanze Circondariali”, a testimonianza del lavoro pluriennale svolto con i ragazzi dell’ I.P.M. “C. Beccaria”, in cui mi occupo, oltre che delle mie opere, della direzione artistica, principalmente per quanto riguarda l’aspetto promozionale, attraverso l’ideazione e la realizzazione del layout del materiale pubblicitario. Durante il 2009 gestisco inoltre un laboratorio all’interno di un progetto di educativa di strada del Comune di Abbiategrasso (Mi) ed organizzo un ciclo di dieci incontri, presso la sede dello Studio Hot in public, chiamato “Giovedì estemporaneo”. Pungente riflessione sull’attualità e gioco sono gli ingredienti principali di queste serate concepite sia come feste a tutti gli effetti sia come occasioni di discussione e presentazione delle ultime opere o “prove di opere” da me realizzate.
A Marzo 2010 organizzo “Hot in public. Arte, educazione ed ironia” || TEnSIoni. L’evento consiste nel concepire la discussione della Tesi come una performance.