Hot in Public » 2009 » Dicembre


AUGURI




Mostra “Ce§ate il fuoco”


Lo studio Hot in Public ha aderito all’iniziativa organizzata dal C.a.g. “Què Tal” e promossa dalla Biblioteca e dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Cesate (Mi) in collaborazione con Emergency.

La mostra “Ce§ate il fuoco”, dal principale valore aggregativo ed educativo, è nata dall’evento omonimo ideato dai ragazzi ed è concepita come un’esposizione itinerante nelle biblioteche e negli spazi comunali. l’inaugurazione è avvenuta Sabato 21 Novembre presso la Biblioteca Comunale di Cesate.

Il titolo sottolinea l’importanza di una riflessione sul concetto di guerra, di conflitto nell’accezione più ampia del termine. Punto centrale della mostra è il fatto che si sia lasciata la massima libertà espressiva ai partecipanti che hanno così potuto portare avanti la propria battaglia artistica sfociata nell’esposizione collettiva, intesa come spazio comune del dialogo e del confronto.

Per quanto riguarda la mia opera, essa è data dalla sovrapposizione di vari strati. Il mio intervento è seguito a quello dei ragazzi, frequentanti il laboratorio di spray-art di Cesate che, a turno, sono intervenuti sul pannello. E’ un pò come se avessi preso spunto dalle loro idee per poi unirle ed aggiungerci le mie.



“Circostanze circondariali” 19.12.09


CIRCOSTANZE CIRCONDARIALI è un evento promosso dall’Associazione Suonisonori e dallo Studio Hot in public ed è il risultato del lavoro creativo svolto con i giovani detenuti dell’Istituto Penale per Minori “C. Beccaria” di Milano. Lontano dall’essere una fredda documentazione densa di stereotipi è invece un luogo di dialogo tra graffiti, video e musica: linguaggi differenti incontratisi in CIRCOSTANZE CIRCONDARIALI.

L’evento mette in luce il cuore del percorso intrapreso con i ragazzi: la valorizzazione del singolo e delle sue potenzialità espressive in relazione al gruppo, mostrare una strada alternativa e la possibilità di intervento sociale tramite il fare creativo. Si potrebbe quindi sostenere che l’arte, sotto varie forme, sia stata un collante capace di creare collaborazioni tra i giovani detenuti, in un contesto in cui, molto spesso, la sola convivenza risulta problematica.

La realizzazione dell’evento è stata possibile grazie alla collaborazione, durante le fasi laboratoriali, di educatori e degli insegnanti del C.T.P. “Anco Marzio”. Un ringraziamento particolare va a Francesco Raimondo che ha scattato le foto originali utilizzate da Emanuele Resmini.

Il punto di partenza del progetto fotografico sono i laboratori di spray-art svolti all’interno dell’I.P.M. “C. Beccaria” tra il 2006 ed il 2008. Sulla base degli spunti di riflessione che mi hanno suggerito le immagini dei graffiti, realizzati sia individualmente che con i ragazzi, ho cercato di creare un lavoro che si discostasse dal reportage e che evidenziasse l’interazione avvenuta con i giovani detenuti. la rielaborazione digitale delle fotografie è nata quindi dalla scelta di sottolineare l’importanza di intendere il laboratorio e più in generale la conoscenza, come un processo aperto fondato sulla collaborazione, sul dialogo e sullo scambio reciproco di idee.

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