Esegesi dei Ferri di cavallo
Il progetto “Ferro di cavallo” non saprei dire con esattezza quando sia iniziato, ricordo solamente che nasce da una sorta di gioco, di presa in giro tra amici. Oggetto della questione era l’evidente calvizie che iniziava inesorabilmente a decimare i nostri capelli, lasciando intravedere la concreta possibilità di un futuro prossimo con la parte superiore del cranio lucida ed una schiera di eroici capelli superstiti disposti da tempia a tempia ricordando la forma, come disse uno di noi, di un ferro di cavallo. Ciò ha dato l’avvio ad una personale produzione artistica avente come protagonisti soggetti dai tratti semplici, radicali, grotteschi, spesso irriverenti e molto ironici. A volte ridono e a volte strappano sorrisi nell’osservare la contemporaneità. Questi personaggi riportano l’attenzione all’istinto, al corpo e partono da una riflessione umoristica sulla bellezza e sui canoni, sottolineando l’importanza dell’(auto)ironia come importante strumento da utilizzare nella costruzione della propria identità messa sempre alla prova dal contesto. Il Ferro di cavallo è un mèntore, una guida la cui calvizie è anche simbolo di saggezza ed esperienza. Ogni “Ferro” è una narrazione di cui il titolo ne suggerisce una possibile trama.