Hot in Public


Le case dell’arte e gli interni d’artista. 13.04.10


AccademiaContemporanea presenta:

“Le case dell’arte e gli interni d’artista” a cura di Mauro de Carli e Andrea B. Del Guercio.

In occasione del Salone del Mobile gli spazi espositivi di AccademiaContemporanea si arredano con i materiali dell’arte creando un habitat che visivamente si compone delle stesse forme e degli stessi segni che compongono l’interno domestico, icone visive del vivere intimo trasmutate dal tocco dell’artista che creano una dimensione sublimata e ulteriormente vissuta dell’ambiente-casa tramite l’operazione dell’arte. Semplicemente si vedrà una tela rappresentante una boccia col pesce rosso, omaggio a Matisse, appoggiata a un tavolo fatto di pane, piuttosto che su un comodino aerografato con azzurro etereo da rendere il comò così leggero da farlo sembrare una mongolfiera: dunque un’operazione che vuole amalgamare le categorie dell’arte a quelle del design, quelle della decorazione con quelle delle arti plastiche…il tutto riferito all’oggetto comune di produzione industriale.

Mauro de Carli

Inaugurazione Martedì 13 Aprile 2010 ore 18.00. AccademiaContemporanea, Via San Calocero 27, Milano



Hot in public. Arte, educazione ed ironia || TEnSIoni 27.03.10


Nel 2007 ho fondato lo Studio creativo Hot in public, nato dalle ceneri dell’Associazione omonima. Fin dall’inizio, oltre ad essere il posto in cui porto avanti parte della mia produzione artistica, è diventato un luogo di aggregazione, un misto tra spazio espositivo, spazio ludico e laboratorio in cui l’ironia è il collante tra gioco e conoscenza. Discussioni a tema, esposizioni, serate estemporanee, mani interminabili di briscola chiamata e performance improbabili sono stati momenti di dialogo nato e maturato dal continuo confronto con le persone che sono passate ed hanno reso vivo lo Studio portando con sé il proprio vissuto privato e professionale negli ambiti più disparati. Conseguentemente a quanto espresso in queste righe nasce l’idea di concepire la discussione della Tesi come una performance da realizzare all’interno dell’aula, dello spazio appositamente allestito come se fosse lo studio Hot in public o, per meglio dire, una “sintesi” di quest’ultimo. L’intento dell’esposizione è quello di ricreare, tramite l’ausilio di una selezione di opere, lo spirito che è alla base della mia concezione di arte, della mia poetica maturata anche all’interno di un percorso accademico ricco di persone e dialoghi ed al quale, in quest’occasione, rendo merito.

Sto partendo dal mio vissuto personale, “tirando le somme” di un tragitto che è il risultato di anni di studi e di esperienze lavorative in cui mi sono spesso soffermato sui termini arte, educazione e laboratorio creativo.

Studio, esperienze lavorative, esperienze in generale. Chiunque ne ha fatte e sicuramente non tutte interessano a tutti. Quindi, partendo da questo presupposto, non è mio interesse pretendere di interessare, non è il verbo pretendere quello che mi interessa. Ripongo più interesse nel verbo comunicare e nella parola dialogo. Credo sia questa una delle cose che ritengo più interessanti.

Avendo lavorato come Educatore Assistente alla Comunicazione mi sono ritrovato a dover parlare di didattica e, più in generale, di pedagogia. Ciò mi ha portato a ragionare sulle possibili attinenze che quest’ultima potesse avere con la mia passione principale, l’Arte. Ho iniziato delle riflessioni sul senso, sui significati di queste due parole, sulle loro implicazioni. Se arte vuol dire anche comunicare e dialogare e la pedagogia può essere intesa come la <<disciplina del dialogo>> (Marco Dallari, La dimensione estetica della paideia. Fenomenologia, arte, narratività p.25, Erikson, Trento 2005), ne consegue che arte e pedagogia debbano avere un legame e, forse, potremmo considerarli ingredienti dello stesso cocktail da assaporare durante il percorso chiamato esperienza. In altre parole, facendo riferimento ad Arnheim (Rudolf Arnheim, Pensieri sull’educazione artistica, Aesthetica, Palermo 1992), sosterrei che l’osservazione completa o, per meglio dire, la fruizione completa, non possa prescindere da una componente educativa e da una artistica.

Questo è il fondamento del mio lavoro individuale e del modello di laboratorio creativo che cerco di portare avanti fermamente convinto del grande potere che l’arte può avere nell’indagine, nella conoscenza e nella divulgazione di quest’ultima. Si tratta di un continuo riordinare gli appunti, fermarsi e ripartire sviluppando sempre maggior spirito critico nei confronti di quello che ci circonda, autoeducandosi ed educando senza trascurare una buona dose di ironia utile soprattutto in situazioni caratterizzate da mancanza di forze ed abbondanza di “forse”. Fare arte è già insegnare. E le modalità sia di fare arte che di insegnare sono molteplici.

Nel testo in questione parlo di teorie, apprezzabili o meno, e presento un progetto didattico spero ben strutturato ed esaustivo. Cerco di esporre, spesso umoristicamente, il percorso intrapreso. Cerco di evidenziare il potenziale d’indagine dell’arte. Cerco il valore estetico della conoscenza. Cerco. <<C’è un momento in cui si insegna quel che si sa; ma subito dopo ne arriva un altro in cui si insegna quello che non si sa: questo si chiama cercare. Ciò significa, alzarsi dalla sedia e mettersi in moto verso lo sconosciuto>> (R. Barthes, Lecon, citato da Ernesto L. Francalanci, Estetica degli oggetti, il Mulino, Bologna 2006). Alzarsi dalla sedia, aprire la porta ed uscire, guardarsi intorno consci della perdita di stabilità che comporta l’alzarsi. Ed è proprio la perdita di stabilità il rischio maggiore, sia nel lavoro artistico individuale che in quello educativo; anzi, probabilmente è proprio in quest’ultimo che il rischio aumenta e che bisogna ricordarsi il fatto che un approccio vivo e critico a ciò che ci circonda vuol dire soprattutto fare propria la dialettica dell’arte scoprendone il profondo valore pedagogico. Significa vendere l’anima al dialogo.

…BREVE RESOCONTO

La riuscita della performance è stata determinata soprattutto dalle persone che vi hanno assistito diventandone parte integrante ed indispensabile e la cui presenza ha conferito valore alle mie parole. Il “dialogo  teorico” si è fatto “dialogo palpabile”. Queste righe sono quindi un ringraziamento a tutti i partecipanti senza i quali l’evento sarebbe stato privo di significato e privato della sua componente ironica. Qui sotto si trovano alcuni fotogrammi del video che a breve (spero) sarà online.

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Esegesi dei Ferri di cavallo


Il progetto “Ferro di cavallo” non saprei dire con esattezza quando sia iniziato, ricordo solamente che nasce da una sorta di gioco, di presa in giro tra amici. Oggetto della questione era l’evidente calvizie che iniziava inesorabilmente a decimare i nostri capelli, lasciando intravedere la concreta possibilità di un futuro prossimo con la parte superiore del cranio lucida ed una schiera di eroici capelli superstiti disposti da tempia a tempia ricordando la forma, come disse uno di noi, di un ferro di cavallo. Ciò ha dato l’avvio ad una personale produzione artistica avente come protagonisti soggetti dai tratti semplici, radicali, grotteschi, spesso irriverenti e molto ironici. A volte ridono e a volte strappano sorrisi nell’osservare la contemporaneità. Questi personaggi riportano l’attenzione all’istinto, al corpo e partono da una riflessione umoristica sulla bellezza e sui canoni, sottolineando l’importanza dell’(auto)ironia come importante strumento da utilizzare nella costruzione della propria identità messa sempre alla prova dal contesto. Il Ferro di cavallo è un mèntore, una guida la cui calvizie è anche simbolo di saggezza ed esperienza. Ogni “Ferro” è una narrazione di cui il titolo ne suggerisce una possibile trama.

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Rose rosse per te


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“Clash” Solaro (Mi) ‘10


Evento promosso dalla ditta “Colorpack”, produttrice delle vernici spray “Clash” e “Beat” ed organizzato e gestito dal C.a.g. “Què tal” di Cesate (Mi) in collaborazione con lo Studio “Hot in public”. L’evento è  stato il risultato di un percorso laboratoriale basato sulla realizzazione di un’opera su commissione da parte dei partecipanti al laboratorio avanzato di spray-art ‘09/’10 presso il C.a.g. “Què tal”. Partendo dall’esigenza del committente di riqualificare le pareti della fabbrica la tematica attorno alla quale si è lavorato è stata “l’interpretazione creativa” dei nomi di alcuni colori delle vernici spray “Clash”. Come in altre occasioni la riuscita del progetto è stata possibile anche grazie alla partecipazione di ragazzi esterni al laboratorio ed aventi esperienza tecnico-creativa.

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Un medico in famiglia


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“Circostanze Circondariali” opere online


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Comunità Hot in public 12.09


Secondo evento intitolato Comunità Hot in public: performance piacevolmente ironica, un po’ polemica ed un po’ polisemica.

Comunicato dell’evento:

“Dopo il laboratorio creativo svoltosi in occasione della Pasqua di Resurrezione 2009 i ragazzi della Comunità Hot in public si sono cimentati nel decorare simpatiche palline nell’attesa del Santo Natale. Ancora una volta la speranza e l’amicizia hanno trionfato…guardiamo avanti!!!”



Comunità Hot in public 04.09


Una performance ironica che ha dato vita ad un’istallazione dal gusto provocatorio…

Comunicato dell’evento:

“La Comunità Hot in public è lieta di presentare il lavoro creativo svolto in occasione della Pasqua di Resurrezione 2009. M.T.G., S.V., L.D., E.R., R.B., H.N. e S.B. hanno riscoperto, dopo una vita dissennata e priva di moralità alcuna, il piacere di stare insieme, di condividere le stesse esperienze e quella voglia di vivere da troppo tempo dimenticata. Ecco a voi il risultato!!! Piccole uova decorate con la semplicità e con l’amore che solo chi ha vissuto ai margini della società sa dare. Anche tu puoi fare molto per loro! Contribuisci con una piccola offerta! Tendi la mano della solidarietà verso questi giovani che, passo dopo passo, stanno imparando il significato della parola Felicità.”



AUGURI


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