Hot in Public


Esegesi dei Ferri di cavallo


Il progetto “Ferro di cavallo” non saprei dire con esattezza quando sia iniziato, ricordo solamente che nasce da una sorta di gioco, di presa in giro tra amici. Oggetto della questione era l’evidente calvizie che iniziava inesorabilmente a decimare i nostri capelli, lasciando intravedere la concreta possibilità di un futuro prossimo con la parte superiore del cranio lucida ed una schiera di eroici capelli superstiti disposti da tempia a tempia ricordando la forma, come disse uno di noi, di un ferro di cavallo. Ciò ha dato l’avvio ad una personale produzione artistica avente come protagonisti soggetti dai tratti semplici, radicali, grotteschi, spesso irriverenti e molto ironici. A volte ridono e a volte strappano sorrisi nell’osservare la contemporaneità. Questi personaggi riportano l’attenzione all’istinto, al corpo e partono da una riflessione umoristica sulla bellezza e sui canoni, sottolineando l’importanza dell’(auto)ironia come importante strumento da utilizzare nella costruzione della propria identità messa sempre alla prova dal contesto. Il Ferro di cavallo è un mèntore, una guida la cui calvizie è anche simbolo di saggezza ed esperienza. Ogni “Ferro” è una narrazione di cui il titolo ne suggerisce una possibile trama.

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Rose rosse per te


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“Clash” Solaro (Mi) ‘10


Evento promosso dalla ditta “Colorpack”, produttrice delle vernici spray “Clash” e “Beat” ed organizzato e gestito dal C.a.g. “Què tal” di Cesate (Mi) in collaborazione con lo Studio “Hot in public”. L’evento è  stato il risultato di un percorso laboratoriale basato sulla realizzazione di un’opera su commissione da parte dei partecipanti al laboratorio avanzato di spray-art ‘09/’10 presso il C.a.g. “Què tal”. Partendo dall’esigenza del committente di riqualificare le pareti della fabbrica la tematica attorno alla quale si è lavorato è stata “l’interpretazione creativa” dei nomi di alcuni colori delle vernici spray “Clash”. Come in altre occasioni la riuscita del progetto è stata possibile anche grazie alla partecipazione di ragazzi esterni al laboratorio ed aventi esperienza tecnico-creativa.

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Un medico in famiglia


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“Circostanze Circondariali” opere online


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Comunità Hot in public 12.09


Secondo evento intitolato Comunità Hot in public: performance piacevolmente ironica, un pò polemica ed un pò polisemica.

Comunicato dell’evento:

“Dopo il laboratorio creativo svoltosi in occasione della Pasqua di Resurrezione 2009 i ragazzi della Comunità Hot in public si sono cimentati nel decorare simpatiche palline nell’attesa del Santo Natale. Ancora una volta la speranza e l’amicizia hanno trionfato…guardiamo avanti!!!”



Comunità Hot in public 04.09


Una performance ironica che ha dato vita ad un’istallazione dal gusto provocatorio…

Comunicato dell’evento:

“La Comunità Hot in public è lieta di presentare il lavoro creativo svolto in occasione della Pasqua di Resurrezione 2009. M.T.G., S.V., L.D., E.R., R.B., H.N. e S.B. hanno riscoperto, dopo una vita dissennata e priva di moralità alcuna, il piacere di stare insieme, di condividere le stesse esperienze e quella voglia di vivere da troppo tempo dimenticata. Ecco a voi il risultato!!! Piccole uova decorate con la semplicità e con l’amore che solo chi ha vissuto ai margini della società sa dare. Anche tu puoi fare molto per loro! Contribuisci con una piccola offerta! Tendi la mano della solidarietà verso questi giovani che, passo dopo passo, stanno imparando il significato della parola Felicità.”



AUGURI




Mostra “Ce§ate il fuoco”


Lo studio Hot in Public ha aderito all’iniziativa organizzata dal C.a.g. “Què Tal” e promossa dalla Biblioteca e dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Cesate (Mi) in collaborazione con Emergency.

La mostra “Ce§ate il fuoco”, dal principale valore aggregativo ed educativo, è nata dall’evento omonimo ideato dai ragazzi ed è concepita come un’esposizione itinerante nelle biblioteche e negli spazi comunali. l’inaugurazione è avvenuta Sabato 21 Novembre presso la Biblioteca Comunale di Cesate.

Il titolo sottolinea l’importanza di una riflessione sul concetto di guerra, di conflitto nell’accezione più ampia del termine. Punto centrale della mostra è il fatto che si sia lasciata la massima libertà espressiva ai partecipanti che hanno così potuto portare avanti la propria battaglia artistica sfociata nell’esposizione collettiva, intesa come spazio comune del dialogo e del confronto.

Per quanto riguarda la mia opera, essa è data dalla sovrapposizione di vari strati. Il mio intervento è seguito a quello dei ragazzi, frequentanti il laboratorio di spray-art di Cesate che, a turno, sono intervenuti sul pannello. E’ un pò come se avessi preso spunto dalle loro idee per poi unirle ed aggiungerci le mie.



“Circostanze circondariali” 19.12.09


CIRCOSTANZE CIRCONDARIALI è un evento promosso dall’Associazione Suonisonori e dallo Studio Hot in public ed è il risultato del lavoro creativo svolto con i giovani detenuti dell’Istituto Penale per Minori “C. Beccaria” di Milano. Lontano dall’essere una fredda documentazione densa di stereotipi è invece un luogo di dialogo tra graffiti, video e musica: linguaggi differenti incontratisi in CIRCOSTANZE CIRCONDARIALI.

L’evento mette in luce il cuore del percorso intrapreso con i ragazzi: la valorizzazione del singolo e delle sue potenzialità espressive in relazione al gruppo, mostrare una strada alternativa e la possibilità di intervento sociale tramite il fare creativo. Si potrebbe quindi sostenere che l’arte, sotto varie forme, sia stata un collante capace di creare collaborazioni tra i giovani detenuti, in un contesto in cui, molto spesso, la sola convivenza risulta problematica.

La realizzazione dell’evento è stata possibile grazie alla collaborazione, durante le fasi laboratoriali, di educatori e degli insegnanti del C.T.P. “Anco Marzio”. Un ringraziamento particolare va a Francesco Raimondo che ha scattato le foto originali utilizzate da Emanuele Resmini.

Il punto di partenza del progetto fotografico sono i laboratori di spray-art svolti all’interno dell’I.P.M. “C. Beccaria” tra il 2006 ed il 2008. Sulla base degli spunti di riflessione che mi hanno suggerito le immagini dei graffiti, realizzati sia individualmente che con i ragazzi, ho cercato di creare un lavoro che si discostasse dal reportage e che evidenziasse l’interazione avvenuta con i giovani detenuti. la rielaborazione digitale delle fotografie è nata quindi dalla scelta di sottolineare l’importanza di intendere il laboratorio e più in generale la conoscenza, come un processo aperto fondato sulla collaborazione, sul dialogo e sullo scambio reciproco di idee.

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